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Strage Stazzema, no tedesco alla riapertura delle indagini

La procura generale di Stoccarda ha detto di no alla richiesta di riaprire le indagini su otto presunti autori dell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema ancora in vita, presentata per conto dell'associazione dei martiri della strage dall'avvocato Gabriele Heinecke.
Secondo la procura non ci sono nuovi elementi in grado di dimostrare una premeditazione da parte degli ex membri della Reichsfuehrer. La delusione del sindaco Michele Silicani. Sant’Anna di Stazzema, la giustizia tedesca insiste: impossibile riaprire le indagini su cinque presunti autori dell'eccidio che, il 12 agosto del 1944, costò la vita a 560 civili innocenti, tra cui moltissimi bambini.
La procura generale di Stoccarda ha deciso di non dare un seguito all’inchiesta chiusa nel settembre 2012. Una decisione che, all’epoca, aveva suscitato aspre polemiche.
L'associazione dei martiri della strage, tramite l'avvocato Gabriele Heinecke, aveva presentato ricorso, allegando la ricostruzione fatta dallo storico Carlo Gentile. Richiesta respinta: gli inquirenti tedeschi sostengono che in quella documentazione non ci sono nuovi elementi in grado di dimostrare una premeditazione da parte degli ex membri della 16/a Divisione Reichsfuehrer.
Proprio la mancanza di premeditazione e l'impossibilità di stabilire colpe individuali per i cinque ancora in vita impedisce alla giustizia tedesca di procedere. «In caso di imputazione la corte assolverebbe gli imputati con alta probabilità» si legge nel comunicato della procura di Stoccarda.
Ma il procuratore Christoph Kalkschmid osserva che i ricorrenti possono ancora fare ricorso alla corte d'appello e alla corte federale. La decisione, ancora una volta, ha suscitato un’ondata di sdegno. «Sono amareggiato e deluso - spiega Enrico Pieri, uno dei superstiti della strage -.
Ma ho fiducia nella giustizia, quindi mi auguro un ribaltamento. Bisogna rendere giustizia alle vittime che ci sono state in questa barbarie avvenuta il 12 agosto del 1944 dalla quale sono riuscito miracolosamente a scampare. «Per i giudici tedeschi non è dimostrata la premeditazione?
Questo ci offende ancor di più.
Non implica premeditazione riunire donne e bambini innocenti e trucidarli? Penso che i magistrati tedeschi dovrebbero provare anche solo per un minuto il dolore, lo strazio di perdere un figlio, quello strazio che tutti noi percepiamo ogni volta a Sant'Anna di Stazzema» si indigna il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, che si dice pronto ad andare avanti, non solo con il ricorso.
«Mi sto preparando ad andare personalmente in Germania, ma non a Stoccarda, direttamente a Berlino». Immediata anche la replica del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: «Una nuova offesa alla memoria delle vittime della strage di Sant’Anna di Stazzema e al dolore dei sopravvissuti, alla Resistenza e alla storia del nostro Paese». Delusione viene espressa dal parlamentare e segretario del Pd toscano Andrea Manciulli.
Siamo fortemente delusi Intanto il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, che a suo tempo istruì il processo a dieci ex militari tedeschi condannati all'ergastolo per l’eccidio, osserva: «Prendo atto della decisione della magistratura tedesca e della sostanziale differenza con gli esiti dei nostri processi: mi aspetto pero' che la Germania dia finalmente esecuzione alle nostre sentenze definitive di condanna».
Quelle condanne, tutte confermate dalla Cassazione, non sono state mai eseguite e gli imputati superstiti sono liberi.
Tratto da "L'Unità" 22 maggio 2013 - Di Maria Vittoria Giannotti  
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