Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
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L'A.N.P.I. sulle vicende afghane
 
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Atlante delle stragi nazifasciste
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Agosto 1944
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Comunicazioni:
ANPI
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA
DOCUMENTO DEL COMITATO NAZIONALE SULLE VICENDE DELL’AFGHANISTAN
(Approvato all’unanimità)
   
    Il mostruoso attentato del 26 agosto all’aeroporto di Kabul è il più drammatico segnale dell’instabilità della situazione in Afghanistan dopo il fallimento dell’intervento militare e delle operazioni che, a seguito dell’accordo di Doha, avrebbero dovuto consentire una fuoriuscita regolata da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Questo drammatico conflitto è terminato, ma non sono terminate le sofferenze degli afghani: da un lato il governo dei talebani sembra formato dalla loro parte più radicale, integralista e fanatica, dall’altro inquieta per la sicurezza internazionale e dello stesso Afghanistan la presenza organizzata in alcuni territori delle strutture locali dell’Isis, responsabile a quanto sembra dell’attentato all’aeroporto del 26 agosto ed infine c’è da esprimere una grave preoccupazione per le notizie di violenze, sopraffazioni e omicidi che giungono da quel Paese e che richiedono un immediato intervento delle diplomazie di tutto il mondo.

Il quadro della situazione si presta a molteplici considerazioni che proviamo qui a ridurre all’essenziale.
Come premessa va ricordato che gli Stati Uniti armarono e finanziarono i mujaheddin in Afghanistan dal 1979 al 1989 in base al programma Cia “Operazione Cyclone”, contribuendo così in modo determinante al fallimento dell’intervento militare sovietico. La vittoria dei talebani coincise con la traumatica fine di un lungo periodo di modernizzazione del Paese iniziato alla fine degli anni 60, grazie a cui il processo di emancipazione e liberazione delle donne fece enormi passi avanti, e con l’inizio di un regime oscurantista.

Fin dal suo inizio l’invasione americana dell’Afghanistan apparve un’avventura scarsamente motivata e pericolosa; scarsamente motivata, se è vero che nessuno degli attentatori dell’11 dicembre 2001 era afghano; pur essendo reale l’esistenza di basi di Al Qaeda in Afghanistan e possibile la presenza di Bin Laden in Afghanistan, apparivano gravi responsabilità dell’Arabia Saudita, fedele alleato degli States: 15 dei 19 attentatori dell’11 settembre erano infatti sauditi, come saudita era Bin Laden. Pericolosa, perché la storia dell’Afghanistan ha visto sempre la sconfitta degli invasori anche perché si tratta di un Paese che di fatto non è uno Stato nazionale, ma un insieme di etnie divise al loro interno in tribù, dove pure si era avviato un processo di modernizzazione sociale e culturale. La scelta di Bush fu quella dell’apprendista stregone, avviando una guerra senza ritorno e senza chiari obiettivi, a cui si sono accodati l’UE e la Nato, in ottemperanza al suo art. 5, in modo passivo e subalterno, e con loro l’Italia, disattendendo di fatto al disposto dell’art.11 della Costituzione.   
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--- 2021 ---
 
 
 
 
 
 
 

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