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Agosto 1944
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  Schede
Imelde Rosa Pellegrini, Storie di ebrei. Transiti, asilo e deportazione nel Veneto orientale.
 Il libro ricostruisce la secolare presenza degli Ebrei a Portogruaro fin dall'inizio del 1500, la loro attività di feneratori ( fornitori di prestiti ad interesse) alla città del Lemene e le complesse vicende che la caratterizzarono nel corso dei secoli.
La vicenda della presenza ebraica in città, nei paesi vicini e in altre località del nord est durante tragico periodo successivo alle leggi razziali, è affrontato nella seconda parte dell' opera e in particolare nei capitoli sesto e settimo, rispettivamente titolari "sommersi" e "salvati"
Grazie a questa parte del libro è dato conoscere la dolorosa odissea di gruppi ebraici riparati nei Portogruarese alla fine del 1943, provenendo in particolare da Trieste e dalla Venezia Giulia per sfuggire alla persecuzione nazifascista e qui arrestati a seguito di delazione: la famiglia dei Geiringer, innanzi tutto, che trova riparo a Gruaro subito dopo l' 8 settembre, in seguito ospite nelle carceri di Portogruaro e poi portata a Fossoli per finire ad Auschvitz; la famiglia Mordo di Trieste, riparata a "La colomba", trattoria di Portogruaro, anch'essa uscita dal camino dei forni crematori di Auschvitz, i coniugi Besso , invano ospitati da una famiglia portogruarese , ma poi tradotti nello stesso luogo di morte.
Altrettanto ricche di pathos sono le vicende dei "salvati" o da singole famiglie ospitanti o da singoli personaggi ( vedi il medico dotto Gaiano) che seppero sfidare la mortale minaccia nazifascista per sottrarli all' arresto.
 Particolarmente commovente è l'epopea di Don Marcello Labor, ebreo convertito al cattolicesimo, ospitato nella parrocchia di Fossalta per volontà del Vescovo Paulini su richiesta del vescovo Santin di Trieste.
Fra gli altri "salvati" la cui vicenda è ricostruita nel libro, si ricorda Ida Finzi, celebre scrittrice triestina ebrea, nota con il nome d'arte Haydée e riparata presso la casa di riposo Francescon , uscita viva dalla minaccia mortale e morta pochi mesi dopo la fine della guerra proprio a Portogruaro, lasciando un testo poetico di maledizione al dittatore nazista, causa dello sterminio di tanti incolpevoli ebrei: ad Hitler, il condottiero dei morti cui sale da ogni cuor di madre infranto, un grido d'orrore e di pianto. Peseranno in eterno, in eterno le tonnellate dei morti.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

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